Artisti & Curatori

Daisy Triolo #artistadaisy20trioloDaisy Triolo nasce a Latina il 1/1/1985. È diplomata al Liceo Artistico e laureata in “Storia dell’arte” con un Master in “Digital Heritage” presso L’Università di Studi “La Sapienza” di Roma. 

Ha partecipato a diverse mostre nazionali e internazionali e a vari concorsi d’arte. I suoi dipinti sono stati selezionati e pubblicati su cataloghi e piattaforme artistiche online.
Negli anni l’artista sperimenta praticamente tutte le tecniche artistiche, trovando nella pittura e nel disegno il modus operandi più congeniale per rappresentare la sua visione interiore
A settembre 2013 è stata selezionata nei 70 artisti per il progetto “AILAVIUitaly” di promozione di giovani artisti italiani in Australia, ed è esposta nella nuova galleria della Clock Tower situata a Melbourne.
A dicembre 2014 è stata selezionata a “The time is now” Creative Art Contest promosso dall’ISTATO (Istituto Adriano Olivetti) di Ancona, dove il suo dipinto è stato esposto nei mesi di maggio-giugno 2015.
Da gennaio 2015 l’artista inizia a collaborare con il MAD (Museo d’Arte Diffusa), associazione promossa dall’organizzatore e curatore Fabio D’Achille con l’obiettivo di riattivare e far circolare l’arte pienamente, anche in quei canali espositivi alternativi di solito trascurati, promuovendo al contempo grandi talenti e facendo avvicinare il grande pubblico all’arte contemporanea.
Daisy inizia questo percorso debuttando con la sua personale dal titolo “Daisy Triolo: Solo Paper Exhibition” (22 gennaio-15 marzo 2015, Jolly Bar, Latina), nella quale venivano esposti alcuni suoi dipinti su carta; in seguito continua a collaborare esponendo in diverse collettive e personali per tutto il territorio pontino.
Nell’ottobre 2015 è stata inclusa nel progetto “Smart in the city” promosso dalla piattaforma “Vivere d’arte”, dove è risultata una delle vincitrici, insieme ad altri artisti, per dipingere la Collezione Privata d’Arte Contemporanea della Smart.
Sempre nell’ottobre 2015 una sua illustrazione (“Il Poeta” 2015, acquerello e china su carta) è stata selezionata come copertina del libro “Rallentatore di un incontro” scritto da Federica Gianola ed edito da “Lettere Animate Editore”.
A giugno 2016 le è stata commissionata una illustrazione per la copertina di un giallo prossimamente in uscita.

Elvinio Echeoni #artista

Elvino Echeoni – pittore, scultore, incisore, restauratore, scenografo ma anche designer, musicista, compositore e autore di testi – dotato di una natura curiosa, sperimentale, onnivora, è tra i più rappresentativi artisti italiani in campo internazionale, avendo portato l’arte moderna del Bel Paese in tutto il mondo: dall’Europa al Canada e agli Stati Uniti, dal Perù agli Emirati Arabi, passando anche per la Cina dove, proprio in occasione dell’Expo del 2000 di Shangai, grazie ai suoi lavori indirizzati a rappresentare la Realtà virtuale e i Momenti musicali, si è visto riconoscere dalla critica il titolo del “più innovativo tra gli artisti contemporanei”.
Artista completo e poliedrico, da giovanissimo e per diversi anni, Echeoni, nel pieno della Dolce Vita immortalata da Federico Fellini, esercita la professione del musicista, esibendosi in Italia e all’estero. A metà degli anni ‘70, messa da parte la musica, Echeoni intraprende la strada della pittura. Si specializza in restauro e tecnica del colore, studiando i trattati di Cennino Cennini e cimentandosi con tutte le tecniche pittoriche: dalla figurazione classica all’astrazione. Nello stesso periodo incontra, insieme all’amico di lunga data Remo Panacchia, Novella Parigini, con cui nasce un indissolubile sodalizio artistico che non si conclude neanche nel 1993 con la scomparsa della pittrice a cui successivamente dedicano il libro “Un mito preannunciato”, nel quale viene ricostruita, attraverso testimonianze dell’epoca, la vita di questa straordinaria artista. Neanche il delicatissimo intervento al cuore subito nel 2009 arresta l’amore per l’arte nelle sue forme più diverse: ne sono prova la commedia musicale “Semo tutti romani”, un musical con 13 brani in romanesco, e le scenografie firmate per il rinato “Cantagiro”, la storica competizione canora italiana.
Le tecniche e gli stili diversi che caratterizzano l’arte di Elvino Echeoni ben si adattano non solo alla sua capacità di affrontare le varie tematiche sociali, ma anche di ritrarre il buio e la luce di alcuni canti della Divina Commedia o di raccontare le “segrete analogie” tra Freud e Pirandello e, successivamente, tra Federico Fellini e Charlie Chaplin. La sua creatività si è prestata a incarichi diversi, tra cui vale la pena ricordare almeno la collaborazione per la campagna pubblicitaria della Toscano Immobiliare, a cui lo lega un rapporto ultratrentennale, e per la Banca di Credito Cooperativo di Roma e la realizzazione di un murales di grandi dimensioni per l’Ente Fiera di Roma. Il suo estro artistico è stato premiato da numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Dopo aver esposto in spazi espositivi pubblici e privati di tutto il mondo ed esser stato ospite di eventi di portata internazionale – tra cui l’Art Fair di Shangai nel 2000, l’Artexpo di New York nel 2006 e ancora numerose manifestazioni negli Emirati Arabi – Echeoni taglia un altro traguardo importante, festeggiando i 40 anni di attività del suo storico spazio espositivo a Via Margutta dove ha ospitato artisti molto diversi tra loro con un occhio di riguardo per quelli italiani e per i giovani. La sua più recente produzione racconta non solo la sua perizia tecnica e la sua creatività, ma segna un punto di arrivo, la “summa” di decenni di lavoro, emozioni, riflessioni sul “fare arte” di questo funambolo del mondo artistico romano e italiano che ha avuto il coraggio di fare, insieme all’amico di sempre e gallerista Remo Panacchia, scelte coraggiose e controcorrente aprendo, nel 1974, una galleria nella periferia della Capitale.

Pier Raffaele Platania #artista
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Pier Raffaele Platania (Catania, 1980) vive e lavora a Noto. Allievo di Enzo Cei e Giancarlo Torresani, fotografo ufficiale del Festival Internazionale del Jazz Sergio Amato (2011, 2012) dell’Ortigia Jazz festival di Siracusa (2013), collabora con il periodico online “All About Jazz Italia” e con varie agenzie fotografiche. Vanta prestigiose collaborazioni (Pino Ninfa) e importanti mostre, sia collettive che personali.

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Massimo Pasca #artista
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Massimo Pasca  nasce in Salento nel 1974 ed è uno dei più attivi  live painter italiani.

Già dal 1994 porta sulle coste del pugliesi il concetto di live painting con numerosi happening in compagnia di dj, musicisti e poeti.

Ha dipinto per collezionisti privati, istituzioni, centri sociali, cineclub, teatri, musicisti e per  la moda.

I suoi disegni sono finiti su maglie, borse e copertine di dischi, libri e manifesti.

Trasferitosi a studiare a Pisa nel 1994 si laurea alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul rapporto tra pittura e cinema nel lavoro cinematografico di  Pier Paolo Pasolini e Danilo Donati.

Negli anni toscani ha continuato a dipingere dal vivo  sperimentando dall’astratto al surrealismo fino alla pop art influenzata dal mondo dei fumetti, la maggior parte delle volte dipingendo con numerosi musicisti come  Negrita, Piero Pelù, Bandabardò, Roy Paci, Cor Veleno (durante il concerto “Scartati” a Pratovecchio) e sul palco con Ebony Bones,Finaz, Marta sui Tubi,Luci della Centrale Elettrica, Tommaso Novi (Gatti Mezzi) , Andrea Mi, Francesco del Prete e Lara Ingrosso, Joy Cut, Esquelito, Roberto Angelini.

I suoi live painting hanno toccato luoghi non usuali tra i quali  il MACRO (Museo Arte Contemporanea di Roma), Piper Club (durante la presentazione del libro The Clash di ISBN editore), Link di Bologna,  M.e.i. di Faenza, Circolo degli Artisti, Mandela Forum di Firenze, IED Istituto Europeo di Design. Oltre a centinaia di locali sparsi per la penisola.

Nei venti anni pisani ha vissuto  tra musica e  pittura,  come scenografo e aiuto scenografo  di molte produzioni, lavorando con Gabriele Lavia, Mariangela Melato, Francesco Freyre, Letizia Giuliani, Daniele Sala, Caludio Neri, per teatri come il Teatro S.Andrea di Pisa, il Teatro Verdi, lo Stabile di Genova, Il Teatro delle Celebrazioni di Bologna.

Nel 1998 vince il Primo Premio di Pittura D.S.U. (Diritto allo Studio Universitario) e il primo premio Grafica Città di Cascina. Nel Dicembre 2004 viene premiato con il primo posto come miglior video e miglior interprete dal regista Roberto Faenza al Festival Uni-verso Corto di Pisa, dove davanti a una webcam parla in rima di arte contemporanea. Nel 2005 vince l’Incontro Internazionale di Pittura promosso dall’ Accademia di Belle Arti di Lecce e quella di Cracovia, tenutosi a Otranto.

Nell’ Ottobre 2007 è uno degli ospiti del Festival della Creatività di Firenze alla Fortezza da Basso dove performa dipingendo dal vivo. Durante il suo live painting viene intervistato dalle telecamere da MTV.

Nel Giugno 2008 gli viene affidata dal Comune di Pisa e da Caparol Italia, la realizzazione sotto le Logge dei Banchi di un murales di trenta metri. Lo sponsor è lo stesso che commissionò l’opera “Tuttomondo” nel 1989 a K.Haring.

Sempre nel 2008 dipinge nel Pac (Parco di arte Contemporanea) di Livorno dove realizza un murale all’interno del Centro Basaglia.

Nel Luglio 2008 collabora con i Negrita, realizzando le illustrazioni del nuovo cd Helldorado e le maglie ufficiali del tour.

Nel 2009 decora per il marchio Merry Autmn le nuove borse presentate durante Pitti Uomo a Firenze.

Nel Maggio 2011 la marca di borse di dischi Proel in collaborazione con la discoteca Cocoricò gli commissiona la decorazione di dieci borse per i migliori Dj’s internazionali di musica da club.

Da Maggio a Settembre 2011 espone a Otranto nella mostra di Salvator Dali’dove in una area del Castello Aragonese espone più di venti lavori di grandi dimensioni.

Ha esposto in centinaia di collettive nazionali ed internazionali, Siviglia(E), Monaco (DE) Cracovia (P) Lecce, Caserta, Ferrara, Bologna, Pisa, Firenze, Lucca, Reggio Calabria, Ragusa, Roma, Milano, Livorno, Collepasso (LE),  Iglesias.(CA) San Severo (FG), Casarano (LE); Tito (PZ).

Nel mese di Ottobre 2012 esce il libro “Keith Haring a Pisa” Cronaca di un murales,  per le edizioni ETS, nel libro ci sono quattro pagine di intervista a  Massimo Pasca considerato uno degli eredi del segno del pittore americano. Collabora con numerose riviste tra le quali, il Mucchio, Collettivo Mensa, Todo Magazine, Lungarno, e con le etichette discografiche Alfa Romero e Arroyo Records.

Ha tenuto diversi corsi di pittura per bambini collaborando con il Comune di Pontedera e Matithyàh nel progetto “Giocalarte”.

Nel Giugno 2013 realizza il manifesto celebrativo del SEI Sud Est Indipendente Festival, ironica e amara considerazione sulla condizione ambientale salentina.

Nel ottobre 2013 illustra la canzone “Boys don’t Cray dei Cure per il progetto TINALS presentato al Lucca Comics 2013, TINALS è una vera e propria musicassetta di carta, con tanto di copertina e custodia di plastica prodotto da New Monkey.

Come musicista è il fondatore nel 2001 del gruppo Working Vibes (Premio Ciampi 2008) con cui realizza tre albun (Venus-Arroyo) e centinaia di concerti in Italia ed Europa.

Elia Marchi studente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, nel 2009 si laurea in Cinema Teatro e Produzione Multimediale con una tesi-documentario su di lui e il suo profilo artistico, tesi dal titolo “Unipasca” che racconta le esperienze artistiche di Massimo Pasca a Pisa.

Dopo venti anni passati a Pisa si trasferisce nel 2012 nella sua terra natale, la penisola salentina.

Visita il sito di Massimo Pasca

Junko Ando #artista

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Come traduttrice inglese-giapponese collabora con musei d’arte ceramica moderna e contemporanea, come manager e consulente d’arte si occupa di aste e lavora per la Mitochu Koeki Gallery di Tokyo.“

 
Alessandro Nutini #artistadownload (6)

Nato a Firenze il 29 .7. 1958.
Frequenta come apprendista alcuni studi di pittori e restauratori fiorentini, apprende i segreti della pittura antica. Dal 1985, si dedica totalmente alla pittura
La miitologia Etrusca è la sua principale fonte di ispirazione durante questo periodo. Viaggia e studia arte.
Nel 1986 è a New York e nei Caraibi dove apprende le colorate tecniche della pittura indigena.
Nel 1992 frequenta il corso di nudo all’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
Nel 1995 compie il primo viaggio in Giappone dove ritorna spesso. Da questo momento i suoi lavori subiscono una notevole trasformazione grazie alla sempre maggiore conoscenza di questo paese.

Visita il sito di Alessandro Nutini

Mads Nissen #artista

Mads Nissen. Photo taken by: Cecilie ¯stergren

Il fotografo Mads Nissen (1979)
Con sede a Copenhagen, Danimarca, Membro di Panos Pictures è rappresentato da Prospekt in Italia e da LAIF in Germania.

Breve Elenco Biografico

Fotografo personale del quotidiano nazionale danese Politiken: 2014-
2014: Membro della giuria Årets Bild – Svedese Press Photo of the Year
2013: foto pubblicata libro AMAZONAS
2013: L’insegnamento – Masterclass in storytelling a San Pietroburgo, Russia w. DMJX / Consiglio nordico. Membro della giuria del Årets Pressefoto – Danish Press Photo of the Year: 2013
2011: L’insegnamento – Masterclass in narrazione a Kathmandu, Nepal w. DMJX
2010: libro pubblicato: ‘De Faldne’ (The Fallen) Danimarca / Afghanistan
2010-: Ospite docente Fatamorgana – Danish School of Art Photography. Fotografo personale del danese Berlingske quotidiano nazionale: 2009-2014
2009: Partecipante al 16 ° World Press Photo Joop Swart Masterclass
2009-: Ospite insegnante alla Danish School of Journalism, Fotogiornalismo
2007-09: con sede a Shanghai, in Cina che comprende lo sviluppo sociale, economico e politico
2008: Partecipante al primo Nordic Masterclass per giovani talenti
2007: Laureato con lode presso la Scuola danese di giornalismo, Fotogiornalismo
2006: comincio ‘AMAZONAS’ progetto personale a lungo termine
2006: Partecipazione al seminario World Press Photo / ASEF per giovani fotografi a Manila, Filippine
2001: Terminata la formazione di tre anni ‘Den Frie Ungdomsuddannelse’
2000-01: lavorato a progetti fotografici personali in Sud America e in Ghana
1998-1999: Studi di spagnolo e ha fatto volontariato in Venezuela
1979: Nasce Il 17 di novembre a Hobro, Danimarca

Premi

2015: World Press Photo, Film dell’Anno
2015: POY: Feature Story, terzo premio
2014: LUMIX, FreeLens Premio, HM
2014: POY: Issue Report Immagine Story, terzo premio
2014: PDN 2014, Documentario / fotogiornalismo
2014: Danish Press Photo of the Year, storia Miglioramento Immagine Esteri, Primo Premio
2012: Danish Press Photo of the Year, Photographer of the Year
2012: Danish Press Photo of the Year, film dell’anno, Primo Premio
2012: Danish Press Photo of the Year, Miglior Ritratto, Primo Premio
2012: Danish Press Photo of the Year, storia Miglioramento Immagine Esteri, Primo Premio
2012: Danish Press Photo of the Year, Immagine Esteri miglior soggetto, il primo premio
2012: POY: Migliore notizia immagine, Secondo Premio
2012: Il PGB Photo Award, notizie generali Film dell’Anno, Primo Premio
2012: Il PGB Photo Award, Ritratto Picture of The Year, il primo premio
2011: World Press Photo, vita quotidiana Picture Story, terzo premio
2011: Danish Press Photo of the Year, Miglior Multimedia, Primo Premio
2010: Danish Press Photo of the Year, Photographer of the Year
2010: Danish Press Photo of the Year, Immagine Esteri miglior soggetto, il primo premio
2010: Danish Press Photo of the Year, storia Miglioramento Immagine Esteri, Primo Premio
2010: Danish Press Photo of the Year, Notizie Film dell’Anno, Primo Premio
2010: Danish Press Photo of the Year, Immagine Esteri miglior soggetto, il primo premio
2010: POY: Photographer of the Year, Secondo Premio
2010: POY: Issue Report Immagine Story, terzo premio
2010: Best Of fotogiornalismo, Immagine ambientale Story, Secondo Premio
2009: L’UNICEF Foto dell’Anno, Menzione d’Onore
2008: China International Press Photo Contest, Immagine ambientale Story, Menzione d’Onore
2007: Danish Press Photo of the Year, film dell’anno
2007: Danish Press Photo of the Year, miglior soggetto Caratteristica Immagine, Secondo Premio
2007: POY: Issue Report Immagine Story, premio di eccellenza
2007: Giorni Giappone – Internazionale Fotogiornalismo Award, Miglior Story, Terzo premio
2007: Vincitore del Scanpix-premio; Miglior progetto laurea presso la Scuola danese di giornalismo
2006: Giorni Giappone – Internazionale Fotogiornalismo Award, Miglior Story, Terzo premio
2006: China International Press Photo Contest, vita quotidiana Picture Story, Menzione d’Onore

Mostre

2014: FreeLens Gallery, AMAZONAS solista, Amburgo
2013: Festival dela Fotografia Etica, Lodi, Italia
2012: Nordox, Shanghai, Cina
2012: Cenere e oro, Museum Schloss Moyland, Germania
2011 + 12: Visa pour l’image, Francia
2010 + 11 + 12 + 13 + 14: Progetti personali, Oksnehallen, Copenhagen, Danimarca
2009: Festival Fotografia Noorderlicht, Paesi Bassi
2009: Chobi Mela V, Dhaka, Bangladesh
2008 + 10 + 12 + 14: Lumix Photo Festival, Hannover, Germania
2007 + 09 Luis Valtueña Fotografia Umanitaria, Diversi paesi europei
2006: crisi dimenticata, Médecins du Monde, Visa pour l’image, Francia

Questa la foto che ha vinto il World Press Photo 2014

Mads Nissen, Danimarca, Scanpix:Panos Pictures

La coppia gay russa diventa icona dell’amore globale e testimonial di passione intima ma anche civile nella foto più bella dell’anno. Lo scatto del danese Mads Nissen vince il World Press Photo e consegna alla storia del fotogiornalismo l’immagine di Jon e Alex, amanti raffinati in una Russia sempre più omofoba e lontani dagli album del terrore quotidianamente riversati sul web dai macellai dell’Isis, che sembrano quasi diventati sinonimo di fotografia. San Pietroburgo, un interno essenziale, un drappeggio di tende e, al centro, i profili scultorei dei due ragazzi. Disteso, gli occhi chiusi, l’uno. Curvo su di lui, lo sguardo intenso, l’altro. Le mani si sfiorano. Nient’altro, nella luce caravaggesca. “Sono due moderni Romeo e Giulietta” che si amano contro un ambiente ostile che nega serenità e diritti: così Nissen, 35 anni, descrive quella foto che ha conquistato il premio più prestigioso del mondo e che è parte di un reportage dal titolo “Omofobia in Russia”. L’Ong Humans Rights Watch conferma: La comunità gay, nella patria di Putin, è repressa e oggetto di aggressioni. “L’immagine vincitrice deve essere esteticamente valida, avere impatto, e il potenziale per diventare un’icona”, commenta Michelle McNelly, direttore della fotografia del New York Times e presidente della giuria.

“Oggi i terroristi usano immagini raccapriccianti come propaganda. Noi abbiamo risposto con qualcosa di più sottile, intenso, che induce a riflettere – motiva la scelta Alessia Glaviano, membro della giuria e photo editor di Vogue Italia – questa foto parla dell’amore, in risposta a quello che accade nel mondo e in una forma che trascende l’omosessualità”. Il World Press Photo, che sceglie le immagini più intense dell’anno , ha premiato anche Andrea Rocchelli, rimasto ucciso il 24 maggio da colpi di mortaio vicino a Sloviansk, in Ucraina, che ha fotografato – tra l’altro – momenti della vita privata di ragazze russe. Ma c’è anche lo scatto di Massimo Sestini sull’odissea dei migranti nel Mediterraneo che ha vinto il secondo premio nella categoria General News Single. Bulent Kilic, fotografo dell’Agenzia Afp, si è aggiudicato il primo e terzo premio della categoria Spot News Single con due foto che hanno fatto il giro del mondo: un attacco aereo a Kobane, in Siria, in ottobre, e una ragazza ferita a Istanbul durante gli scontri della primavera scorsa. A Sergei Linitsky, dell’Epa, è andato il primo premio della categoria General News Single con la foto di un cucina nel centro di Donetsk, frutta fresca, qualche utensile e schegge su un tavolo insanguinato. Un lavoro duro quello dei 17 membri della giuria del World Press Photo – arrivato quest’anno alla 58/ma edizione -, che ha esaminato quasi 100mila foto presentate da 5.692 fotografi di 131 Paesi, ne ha premiati 42 di 17 nazionalità e ha fatto i conti con un 20% di immagini ritoccate con photoshop e simili, ovviamente eliminate.

Visita il sito di Mads Nissen per conoscere tutti i suoi lavori.

Krzysztof Rapsa #artista

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Krzysztof Rapsa (nato nel 1959) Vive e lavora a Koszalin (Polonia). La sua arte rappresenta un mondo di fantasie artistiche e di associazioni varie. Nel 2012 a Seul fu acclamato come “il poeta del colore” e le più note riviste e giornali sull’arte gli dedicarono delle recensioni e opinioni entusiasmanti, collocandolo tra i più importanti artisti, autori di arte astratta nel mondo. Grazie alla mostra individuale in Galeria Jang Eun Sun a Seul, è diventato il pittore polacco contemporaneo più conosciuto in Corea del Sud. Da diversi anni continua il suo viaggio artistico nelle gallerie d’arte nel mondo. L’anno 2014 segnò un’altra tappa nell’avventura con la sua pittura. Egli presentò le sue opere nella Galleria Samsung e la Galleria Foret di Seul, nei musei a Dageu e Mosan, nel Qatar Fine Arts Society a Doha, in Qatar. Le opere presentate alla Saman Art Gallery a Roma in primavera 2014 hanno ispirato diversi poeti italiani a scrivere delle poesie e a partecipare al progetto internazionale intitolato “Rapsodia”. Il progetto unisce la poesia e la pittura, dove i poeti da vari paesi presentano le loro poesie ispirate alle opere del astrattista polacco. L’inaugurazione internazionale dell’opera “Rapsodia” avrà luogo il 30 aprile 2015 a Milano in apertura della mostra di Krzysztof Rapsa alla Galleria Hernandez a Milano, nell’ambito degli eventi dedicati all’ Expo 2015.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di David LaChapelle visita: http://www.rapsa.pl/en/

David LaChapelle #artista

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David LaChapelle è internazionalmente noto per il suo eccezionale talento nel combinare un’estetica iper-realistica unica con profondi messaggi sociali.

Di LaChapelle fotografia carriera è iniziata nel 1980 quando ha iniziato a mostrare le sue opere in gallerie di New York City. Il suo lavoro ha catturato l’attenzione di Andy Warhol, che gli ha offerto il suo primo lavoro come fotografo di Interview Magazine. Le sue foto di celebrità in Intervista raccolto l’attenzione positiva, e in poco tempo stava girando per una serie di pubblicazioni editoriali superiore e creazione di alcune delle campagne pubblicitarie più memorabili della sua generazione.

Suggestive immagini di LaChapelle hanno abbellito le copertine e pagine di Vogue italiano, Vogue Francia, Vanity Fair, GQ, Rolling Stone e iD, e lui ha fotografato alcuni dei volti più riconoscibili del pianeta, tra cui Tupac Shakur, Madonna, Eminem, Andy Warhol , Philip Johnson, Lance Armstrong, Pamela Anderson, Lil ‘Kim, Uma Thurman, Elizabeth Taylor, David Beckham, Jeff Koons, Leonardo DiCaprio, Hillary Clinton, Muhammad Ali, Britney Spears, Amanda Lepore, Katy Perry e Lady Gaga, solo per citarne pochi. Dopo aver stabilito se stesso come un appuntamento fisso nella fotografia contemporanea, LaChapelle ha deciso di espandersi e video dirette musicali, eventi teatrali dal vivo, e documentari. I suoi crediti comprendono dirigere video musicali di artisti come Christina Aguilera, Moby, Jennifer Lopez, Amy Winehouse, Britney Spears, e No Doubt. Il suo lavoro fase comprende Elton John The Red Piano e il Palazzo di Cesare spettacolare ha progettato e diretto nel 2004. Il suo interesse crescente nel cinema lo ha portato a fare il breve documentario Krumped, un premiato al Sundance, da cui ha sviluppato RIZE, il lungometraggio acquisito per la distribuzione in tutto il mondo da di Lion Gate Films. Il film è uscito nelle sale negli Stati Uniti e in 17 diversi paesi nell’estate del 2005 al grande successo di critica, ed è stato scelto per aprire il Tribeca Film Festival 2005 a New York City.

Vedi il video del pre-opening .

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di David LaChapelle visita: http://www.davidlachapelle.com/

Arnold Mario Dall’ O #artista #curatore

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Nato nel 1960 a Bolzano. Studia all’Accademia di Belle Arti a Venezia da Emilio Vedova. Docente di Design della communicazione all’Accademia di Design a Bolzano dal 1988 al 2002. Collabora con diverse case editrici. Vive e lavora in Irlanda e Bolzano.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Arnold Mario D’all’O visita: http://www.arnoldmariodallo.net/

Lara Favaretto #artista

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Lara Favaretto (Treviso, 1973) è un’artista italiana. Formatasi all’Accademia di Brera e alla Kingston University di Londra, esordisce nel 2002 alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di BergamoNel 2005 vince il «Premio per la giovane arte italiana» alla Biennale di Venezia del 2004, consistente nell’acquisto di un’opera da parte del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, e partecipa alla Quadriennale di Roma e alla collettiva Ecstasy: recent experiments in altered perception presso il Museum of contemporary art di Los Angeles. Nel 2008 è presente alla Quadriennale e alla Biennale di SidneyAncora presente alla Biennale veneziana nel 2009, espone anche a New York nel 2010 e nel 2012.

Esteban Villalta Narzi #artista

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Esteban Villalta Narzi nasce a Roma il 28 Novembre 1956. Vive e lavora a Roma, Madrid e Palma di Majorca. Diplomato all’Accademia Delle Belle Arti di Roma, a partire dal 1978 ha esposto in numerose mostre allestite nelle principali citò italiane e spagnole. Negli anni 80′ è stato premiato per due anni di seguito con la bora di studio del museo d’Art et Historie de Gèneve, Svizzera negli studia di Halle-Sud. Poi ancora a Madrid con un’altra borsa di studio nella “Casa Velazquez” per altri due anni. Nella decade tra gli 80′ e i primi 90′ svolge il suo lavoro a Madrid come membro attivo del movimento artistico della “Movida Madrilena”. Villalta Marzi è considerato uno dei massimi esponenti della Pop Art Europea.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Esteban Villalti Marzi visita: http://www.estebanvillaltamarzi.com/index.html

Paolo Bielli #artista #curatore

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Paolo Bielli nasce a Roma Il 29 ottobre 1963. Da bambino disegna sempre soprattutto di notte. Dopo il Liceo Artistico si Laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1987 partecipa alla prima mostra collettiva internazionale di incisione a Biella. Segue una lunga pausa di riflessione e sperimentazione alternando la figurazione con l’astratto giocando con i contrasti. Il suo improbabile universo e’ circondato da un cerchio, elemento ricorrente ed esplosivo, dove i personaggi lottano per uscirne fuori, uno spazio pericoloso quindi dove tutto nasce e si distrugge. Nella sua ricerca pittorica, concepita come un intervento chirurgico, comincia ad inserirvi elementi armonici e contrastanti, creando un gioco ironico e di disturbo leggermente violento, dove corpi spavaldi a volte tentano di uscire fuori dal quadro. Dal 2000 comincia una serie di mostre e performance utilizzando il suo stesso corpo in gallerie e musei. Nel 2005 “Sapone” alla Monserratoarte900, una performance che denudandosi si avvelena cospargendosi per tutto il corpo 5 bottiglie di profumi, Pier Paolo Pancotto scrive un articolo sull’ Unità: “Quando in beauty business diventa arte”. Prosegue con “Polvere” e “Pelle” videoinstallazione con Marco Giuseppe Schifano. Per anni i coltelli sono stati protagonisti delle sue opere, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Pittore Killer”. E da bravo Killer fa centro. Espone in una serie di collettive da Elettronicartcaffe’ a cura di AchilleBonitoOliva. Nel 2009 espone una mostra intitolata “Silenzio” al Chiostro del Bramante. Nello stesso anno crea tutti i personaggi di scena dello spettacolo teatrale di Vladimir Luxuria “La donna Uomo”. Nel 2010 partecipa a due collettive dal titolo “Arciere” a cura di Vittorio Sgarbi. Nel febbraio 2011 inaugura “Nuda Apparenza” alla Onepieceart con una performance sull’ effimero della moda che si sveste.

Nel 2011 e’ presente con l’ Opera “Ring” alla 54° BIENNALE DI VENEZIA nel Padiglione Italia a Venezia.
Al M.A.A.M nel 2014 dipinge se stesso con smalti direttamente sulle nude mattonelle nelle vesti di un pugile rosa che lottando con se stesso riflette la propria immagine lasciando un ombra violacea alle sue spalle. Improvvisa una performance e con guantoni e pantaloncini gioca imitando il suo contrario.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Paolo Bielli visita: http://www.paolobielli.it/

Jannis Kounellis #artista

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Jannis Kounellis (Pireo, 1936) è un pittore e scultore greco, esponente di primo piano di quella che il critico Germano Celant ha definito “arte povera”.

Gli inizi, anni 50

Ventenne, lascia la Grecia e si trasferisce a Roma per studiare presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja al quale deve l’influenza dell’espressionismo astratto che insieme all’arte informale costituisce il binomio fondamentale dal quale prende le mosse il suo percorso creativo.

Anni 60

Esordisce nel 1960 allestendo sempre a Roma la sua prima mostra personale alla galleria “La Tartaruga”.
Rispetto ai suoi maestri, Kounellis mostra subito un’urgenza comunicativa molto forte che lo porta al rifiuto di prospettive individualistiche, estetizzanti e decadenti e all’esaltazione del valore pubblico, collettivo del linguaggio artistico. Nelle sue prime opere, infatti, dipinge dei segni tipografici su sfondo chiaro che alludono all’invenzione di un nuovo ordine per un linguaggio frantumato, polverizzato.
Risalgono al 1967 le prime mostre ideologicamente vicine al movimento dell’arte povera nelle quali l’uso di prodotti e materiali di uso comune suggeriscono per l’arte una funzione radicalmente creativa, mitica, priva di concessioni alla mera rappresentazione. Evidenti sono anche i riferimenti alla grecità delle sue origini. Le sue installazioni diventano delle vere e proprie scenografie che occupano fisicamente la galleria e circondano lo spettatore rendendolo attore protagonista in uno spazio che inizia anche a riempirsi di animali vivi, contrapposti alle geometrie costruite con materiali che evocano la produzione industriale. Nella “Margherita di fuoco” appare appunto anche il fuoco, elemento mitico e simbolico per eccellenza, generato però da una bombola a cannello.
Nel 1969 l’installazione diviene vera e propria performance coi Cavalli legati alle pareti della galleria L’Attico di Fabio Sargentini, in un sontuoso scontro ideale tra natura e cultura nel quale il ruolo dell’artista è ridotto al livello minimo di un’operosità sostanzialmente manuale, quasi da uomo di fatica.

Anni 70

Col passaggio agli anni ’70 l’entusiasmo volitivo di Kounellis si carica di una pesantezza diversa, frutto del disincanto e della frustrazione di fronte al fallimento delle potenzialità innovative dell’arte povera, inghiottita suo malgrado dalle dinamiche commerciali della società dei consumi, presidiate dagli spazi tradizionali di fruizione come musei e gallerie. Tale sentimento viene espresso dalla famosa porta chiusa con delle pietre presentata per la prima volta a San Benedetto del Tronto e quindi nel corso degli anni, con significative variazioni strutturali dense di significati poetici, a Roma,Mönchengladbach, Baden-Baden, Londra, Colonia. Nel 1972 Kounellis partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia.

Anni 80

Gli anni dell’amarezza proseguono con installazioni nelle quali alla vitalità del fuoco subentra l’oscura presenza della fuliggine mentre gli animali vivi cedono il passo a quelli imbalsamati. Il culmine di questo processo è forse il grandioso lavoro presentato all’Espai Poblenoudi Barcellona nel 1989, caratterizzato da quarti di bue appena macellati fissati mediante ganci a lastre metalliche e illuminati da lanterne a olio.

Anni 90

Negli anni più recenti l’arte di Kounellis si è fatta virtuosamente manieristica e ha ripreso temi e suggestioni che l’avevano caratterizzata in precedenza con uno spirito più meditativo, capace di interpretare con una rinnovata consapevolezza la primitiva propensione all’enfasi monumentale. Esempi di questa nuova direzione di ricerca sono l’installazione Offertorio del 1995 in piazza del Plebiscito, a Napoli e la mostra in Messico nel 1999.

Anni 2000

Continuano le grandi mostre in sud america, come quelle in Argentina (2000) e Uruguay (2001). Nel 2002, l’artista ripropone l’installazione dei cavalli allaWhitechapel di Londra e, poco dopo, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma costruisce un enorme labirinto di lamiera lungo il quale pone, quasi fossero altrettanti approdi, gli elementi tradizionali della sua arte, come le “carboniere”, le “cotoniere”, i sacchi di iuta e i cumuli di pietre (“Atto unico”). Nel2004 realizza un’installazione nella Galleria dell’Accademia di Firenze, all’interno dell’esposizione temporanea Forme per il David, nata per celebrare i cinquecento anni dalla creazione del David di Michelangelo. Nel 2007 lavora alla realizzazione del 383° festino di Santa Rosalia a Palermo disegnando il carro trionfale della Santa. Sempre nel 2007 inaugura a Roma la Porta dell’Orto Monastico della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una imponente cancellata di ferro impreziosita da elementi cromatici realizzati in pietre di vetro. Nel 2009 la Galleria Fumagalli e il Museo Adriano Bernareggi (Bergamo) dedicano rispettivamente all’artista una personale e un’unica installazione realizzata site specific. L’artista realizza uno speciale allestimento di opere proponendo una riflessione sull’arte e sull’uomo, testimonianza delle riflessioni poetiche da sempre al centro del suo lavoro e per le quali è stato indicato come possibile ospite alla Biennale di Venezia 2011 del primo padiglione della Città del Vaticano. Nel 2012,inoltre,una sua famosa opera è esposta al museo d’arte contemporanea Riso nella città di Palermo.

Irene Balia #artista

Irene Balia

Irene Balia nasce nel 1985 a Iglesias (CI). Dopo aver conseguito il diploma di maturità linguistica, si trasferisce a Sassari, dove continua gli studi all’Accademia di Belle Arti, ottenendo la laurea in Pittura nel 2009. Dal 2010 partecipa a esposizioni personali e collettive in spazi pubblici e indipendenti.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Irene Balia visita: http://irenebalia.blogspot.it/

Ludovico Pratesi #curatore

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Curatore e critico d’arte.

Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e Direttore della Fondazione Guastalla per l’arte contemporanea.

Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia.

Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA.

Vice presidente dell’AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana).

Critico del quotidiano La Repubblica.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Ludovico Pratesi visita: http://ludovicopratesi.it/

Stefano Pezzato #curatore

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Stefano Pezzato è responsabile dell’area artistica e conservatore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Dal 2003 ha lavorato come curatore del Centro Pecci. Ha inoltre curato numerosi progetti speciali tra cui si segnala Bert Theis, Building Philosophy (2009).
Nel 2005, 2007, 2010 è stato curatore della rassegna Gemine:Muse per la città di Prato. Nel 2009 ha curato la mostra Wonder World. Expecting a restless future presso la Ekaterina Foundation, progetto speciale per la terza Biennale d’Arte contemporanea di Mosca. Ha curato numerosi cataloghi di mostre e scritto vari testi critici, tra cui due saggi sulla nascita e gli sviluppi dell’arte video pubblicati nel volume L’art du XXe siècle 1939-2002. De l’art moderne à l’art contemporain, Paris, Citadelles&Mazenod.

Franco Purini #artista

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Franco Purini, all’anagrafe Francesco Purini (Isola del Liri, 9 novembre 1941), è un architetto, saggista e docente universitario italiano. Ha studiato architettura a Roma con Ludovico Quaroni laureandosi nel 1971 e frequentando assiduamente gli ambienti degli artisti Franco Libertucci,Achille Perilli e Lorenzo Taiuti. Dopo un primo periodo di lavoro con Maurizio Sacripanti e Vittorio Gregotti, dal 1969, principalmente presso le università di Firenze e di Cosenza, Purini ha partecipato al laboratorio di progettazione “Belice ’80” e, dopo un breve periodo di insegnamento a Reggio Calabria e aRoma, è diventato docente presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Dal 2003 insegna presso la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma. Per i meriti conseguiti nell’ambito della sua attività professionale e teorica, è stato eletto Accademico Corrispondente dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Data al 1966 l’inizio di una lunga collaborazione a Roma con la moglie Laura Thermes, con cui parteciperà sia alla Biennale di Venezia che alla Triennale di Milano. Nel 1980 è infatti uno degli architetti chiamati da Paolo Portoghesi alla Biennale di Venezia per partecipare all’installazione “Strada Novissima”, che diverrà manifesto dell’Architettura postmoderna.

I suoi progetti sono densi di linee, rimandi, campiture, e le sue strutture riecheggiano di razionalismo e tradizione classica, con chiare citazioni di Maurizio Sacripantie Giovan Battista Piranesi, che rimandano a suggestioni di carattere metafisico.

Jan Mikulka #artista

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LUOGO DI NASCITA
PRAGA (CZ)

DATA DI NASCITA
1980/04/04

Istruzione:
1996-2000 certificato di laurea, Scuola secondaria di Arti Applicate, Praga, CZ
2000-2006 Master, Accademia di Belle Arti (studio di prof.Beran), Praga, CZ
Mostre:
2001 Accademia di Belle Arti di rappresentanza (Studio del prof. Beran), Ceske Budejovice, CZ
2004 fiera d’arte internazionale di arte contemporanea, Casa Munincipal, Praga, CZ
2005 biennale internazionale di arte contemporanea, Galleria Nazionale, Praga, CZ
2006 Jan Mikulka (con Dusan Mravec) Dipinti, Kampa, Praga
2008 defenestrazione, Nuovo municipio, Praga, CZ
2009 Intro, Galleria S.V.U. Manes Diamant, Praga, CZ
2010 S.V.U. Manes Guardando indietro, Galleria di Slovak dell’arte unione, Bratislava, SK
2011 BP Portrait Awards (i visitatori vincitore premio), nazionale Portrait Gallery, Londra
2011 BP Awards Ritratto, Wolverhampton Art Gallery, Regno Unito
2011 BP Awards Ritratto, Aberdeen Art Gallery, Regno Unito
2012 Contemporary ceca e slovacca pittura, Galleria Nazionale, Praga, CZ
2012 Accademia di Belle Arti laureati-Studio del prof. Beran, Galleria Navratil, Praga,
2012 Moments (mostra personale), Galleria Anderle, Praga, CZ
2012 Elemento F, Galleria della Moravia, Brno, CZ
2013 Art Praga (Galleria Chimica), Franz Kafka House, Praga, CZ
2013 AUTO (vincitore 1.prize), Mall Galleries, Londra, Regno Unito
2013 Volta 9 (Galleria Vernon), Dreispitzhalle, Basilea, Svizzera

LAVORI

JAKUB 2 – OLIO SU TELA – 100 × 70 centimetri – 2012
JAKUB 3 – OLIO SU TELA – 65 × 45 centimetri – 2012
VASCA – OLIO SU TELA – 60 × 40 centimetri – 2013
GAME – OLIO SU TELA – 120 × 80 centimetri – 2012

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Jan Mikulka visita: http://www.janmikulka.com/

Salvo Ligama #artista

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Nato a Caltagirone (CT) nel 1986, oggi vive e lavora a Catania. Nel 2009 consegue il Diploma di primo livello in Grafica Progettuale, nel 2011 si specializza in Grafica d’arte con la tesi sperimentaleBioincisione. Tecniche di grafia atossica. Entrambi i titoli sono conseguiti all’Accademia di Belle Arti di Catania ed entrambi raggiunti con lode. Nel 2012 frequenta il Corso di Incisione sostenibile di Victoria Browne presso l’Opificio della Rosa a Montefiore Conca, oggi cultore alla cattedra di Incisione del prof. Nunzio Urzì e in stretta collaborazione con il prof. Liborio Curione, si occupa dello sviluppo dei metodi incisori sostenibili e dei processi di stampa sperimentali. Nel 2014 coordina Storiche Alchimie Contemporanee, primo workshop di incisione sostenibile tenuto dall’Accademia di Catania. Ha esposto a  Caltagirone, Catania, Noto, Siracusa, Pozzallo, Palermo, Napoli, Teano, Caserta, Perugia, Roma,Torino, Milano, Budapest e Bucarest. Segnalato al Premio Nazionale delle Arti (Catania 2007, Napoli 2010, Milano 2011), selezionato per Et Verbum Caro Factum est, mostra di incisioni in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone, Reggia di Venaria,Scuderie dello Juvarra, nello stesso anno è segnalato al Concorso di Incisione Comune di Gorlago. Nel 2013 espone all’Istituto Nazionale per la Grafica nella collettiva Segno Insegno e ottiene una Menzione Speciale al Primo Premio Libro d’Artista dell’Associazione Incisori Italiani, a cura di Francesco Anacreonte. Dal 2010 è collaboratore artistico dell’associazione culturale Amici del Favo, Caltagirone. Dal 2014 socio di Mansourcing. Vincitore, alla VI edizione del Premio Internazionale Limen Arte, dei riconoscimenti di “menzione speciale pittura” e “opera più votata”, VIbo Valentia 2014/1015

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Salvo Ligama visita :http://salvoligama.jimdo.com

Johnny Pixel #artista

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Lunedì 26 gennaio 1976, Johnny Papagni, in arte Johnny Pixel, nasce a Milano.

Fin da piccolo nutre interesse per tutto ciò che è artistico, dal semplice disegno all’ideazione di mirabolanti marchingegni dagli usi più impensati. Nel 1998 dopo un viaggio interiore, dedicato alla ricerca di un canale espressivo consono alle proprie idee, scopre nella pittura un nuovo modo di dare forma alle proprie emozioni. Nascono così le prime “Emozioni su tela”, quadri dove i colori rappresentano il contrasto fra la realtà esterna e la percezione interiore di essa. Nel 1999 la sua prima mostra di quadri dedicata alle “Emozioni su tela”.  Appagato dalle potenzialità espressive che ritrova nell’arte visiva, ma non ancora soddisfatto, inizia a cimentarsi nella lavorazione di solidi, dando così vita ad una produzione di sculture in vari materiali, tra i quali, leghe metalliche e cere. Nel 2001, la continua ricerca di nuovi canali espressivi, da vita al disegno a china. Qui le emozioni danno spazio a nuove interpretazioni. La fusione fra realtà esteriore e interiore genera immagini all’apparenza caotiche, ma che osservate attentamente prendono la forma di un vero e proprio diario grafico sulla vita dell’artista. Dal 2000 ad oggi oltre ai canali analogici, Johnny Pixel si cimenta costantemente con la fotografia digitale, nella quale ha trovato un ulteriore canale espressivo. In costante ricerca di nuovi punti di vista e relative ispirazioni, genera le “Foto dal mondo” ed i “Micormondi”.l’autunno del 2010 Johnny Pixel intraprende un nuovo percorso di ricerca, iniziando a lavorare con luci ed ombre.  In queste nuove opere, denominate  “Trasposizioni”  la realtà fisica concreta viene denudata dei suoi colori e spessori, per poi tornare a vivere interagendo con le pure emozioni dello spettatore, il quale può così percepire le forti vibrazioni emotive trasmesse dalle opere. Con le “Foto dal mondo” l’artista raccoglie una serie di scatti realizzati durante la vita quotidiana, riprendendo oggetti, situazioni, persone, che in un modo o nell’altro hanno interagito e contaminato la sua quotidianità. Con i “Micromondi” Johnny Pixel inizia un nuovo viaggio, un viaggio in un mondo miniaturizzato. Gli oggetti di uso comune vengono rivisti e riadattati per creare dei micro-mondi dove le dimensioni alterano la funzione dell’oggetto stesso, creando delle micro- storie: una torta al cioccolato diventa così una parete di roccia, un guscio d’uovo una casa, un barattolo di zucchero una spiaggia. Nello stesso tempo, l’oggetto di uso comune può diventare un mezzo per creare realtà assurde e paradossali in cui, ad esempio, un cuoco diviene vittima del proprio soffritto. L’autore dà così allo spettatore un punto di vista nuovo sulla realtà di tutti i giorni dove ciascun oggetto, anche il più banale, può avere una storia da I Micromondi si suddividono in macro categorie tematiche, le quali sono legate a spaccati di vita quotidiana, siano essi a scopo di denuncia, riflessivi, evocativi, che di pura e semplice micromondanità.raccontare. Attualmente, Johnny Papagni, nonché Johnny Pixel, prosegue incessantemente la sua ricerca artistica, sperimentando di volta in volta, evoluzioni e contaminazioni delle proprie tecniche.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di Jhonny Pixel visita :www.johnnypixel.it

Gaetano Pesce #artista

Gaetano Pesce

Ha studiato architettura allo IUAV di Venezia, dove nello stesso periodo insegnavano personalità come Carlo Scarpa e Ernesto Nathan Rogers. Frequenta poi l’Istituto di disegno industriale di Venezia. Nel 1959 entra a far parte del Gruppo N, che nasce a Padova: assieme a lui partecipano altri 9 artisti tra cui Alberto BiasiEnnio Chiggio e Milena Vettore, conosciuta qualche anno prima all’istituto veneziano di design. Il gruppo si scioglierà nel 1964. Nel 1972 partecipa alla mostra presso il Museum of Modern Art di New York: “Italy: The New Domestic Landscape”. Dal 1983 vive e lavora a New York; in questa città ha dato vita alla società Fish Design. Nel 1996 gli è stata dedicata una retrospettiva al Centre Georges Pompidou ma le sue opere sono esposte presso altri grandi musei del mondo, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra. Pesce è uno dei maggiori esponenti del design italiano in particolare del design radicale.

Dal 1962 intraprende la carriera di designer collaborando con l’azienda C&B (ora B&B Italia) alla realizzazione della Serie UP, una serie di sette modelli di poltrone in schiuma poliuretanica che diventano subito una delle icone del design industriale italiano. La più celebre è la UP5 che riprende le forme delle statue votive delle dee della fertilità per dare vita a un vero e proprio manifesto di espressione politica sulla condizione femminile: la società della fine degli anni sessanta non è pronta a riconoscere alle donne le loro numerose capacità e le rilega ai margini del panorama politico e sociale. Ben dopo l’anno 2000 Pesce, parlando del concetto di questa sua creazione, sosterrà quanto il tema sia ancora attuale in certi paesi del mondo. Nel 2000 la B&B Italia decide di riproporre in chiave moderna l’intera serie di poltrone. Nel 2010 ha creato per Cassina Sessantuna, un’opera composta da sessantuno tavoli che, riuniti insieme, formano la figura del caratteristico stivale, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’attività principale di Gaetano Pesce, oltre che la progettazione, è la scultura; sebbene l’artista ligure durante la sua carriera abbia unito spesso queste due discipline. Esordisce infatti con opere scultoree e si mantiene limitato a quest’arte per i primi anni, la scultura comunque accompagna l’artista per tutta la sua carriera. Una delle sue ultime opere infatti è L’Italia in croce: un’opera provocatoria che critica l’attuale situazione del paese: la scultura consiste in un crocifisso al quale è appesa una sagoma sanguinante che riprende i confini della penisola italica. L’Italia, che nella scultura di Pesce richiama l’iconografia della Crocifissione, come Cristo ha la speranza di risorgere.

Se vuoi sapere di più sulla vita e le opere di GaetanoPesce visita: www.gaetanopesce.com

Lucio Fontana #artista

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Fontana nacque a Rosario, in Argentina, il 19 febbraio 1899 da genitori italiani e morì nel 1968 a Comabbio, un paese in provincia di Varese. La sua attività artistica inizia nel 1921 lavorando nell’officina di scultura del padre Luigi Fontana e, del collega e amico del padre, il molinellese Giovanni Scarabelli. Diventa poi seguace di Adolfo Wildt. Sin dal 1949, infrangendo la tela con buchi e tagli, egli superò la distinzione tradizionale tra pittura e scultura. Lo spazio cessò di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva. La superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entrò in rapporto diretto con lo spazio e la luce reali. Alla fine degli anni quaranta, collaborò con la Fontana Arte alla realizzazione di basi in ceramica per tavoli e tavolini (su disegno dell’architetto Roberto Menghi).Le sue tele monocrome, spesso dipinte a spruzzo, portano impresso il segno dei gesti precisi, sicuri dell’artista che, lasciati i pennelli, maneggia lame di rasoio, coltelli e seghe. Tutto è giocato sulle ombre con cui, specie la luce radente, sottolinea le soluzioni di continuità.Visse in Argentina fino a sei anni e vi tornò durante la prima guerra mondiale, Fontana giunse alla sua poetica meditando la lezione del barocco, in cui, come egli scrisse le figure pare abbandonino il piano e continuino nello spazio. Del movimento spazialista egli fu il fondatore e il più noto rappresentante, presto affermato anche sul piano internazionale. Come gesti apertamente provocatori vanno intese certe sue tele monocrome che, quali i buchi ed i tagli, scandalizzarono il pubblico anche per la facilità con cui è possibile rifarle. Numerosi furono infatti i falsari, ma pochi con un segno altrettanto sicuro. Fontana, per cautelarsi, scrisse sul retro di ogni tela frasi insensate, semplice appiglio per una perizia calligrafica. È stato Pittore, Scultore, Ceramista, Mosaicista, ha trattato il Cemento Dipinto, ha praticato anche l’Architettura. In Piazza Pozzo Garitta, ad Albissola Marina, si trova lo “Spazio Lucio Fontana” ove, negli anni ’50 e ’60, era ubicato l’atelier dell’artista, che, per la locale “Passeggiata degli Artisti” fece un disegno per un mosaico e fuse una scultura metallica Fontana ad Albissola. Il Lungomare ha, ora, anche la sua “scultura dei tubi” che, precedentemente, si trovava in Via delle Mimose. Ad Albissola Marina, lavorò anche in Via Ferdinando Isola, nella Fornace “APA Assalini Poggi Albisola”. La moglie Teresita Rasini, nel 1982, ha dato vita alla Fondazione Lucio Fontana, alla quale lasciò oltre seicento opere dell’artista e di cui è stata presidente fino alla sua scomparsa nel 1995. La fondazione collabora all’organizzazione di mostre, ospitate da importanti istituzioni pubbliche o private come: la grande antologica, la mostra Guggenheim,la personale itinerante, in Giappone e l’esposizione al Pompidou di Parigi. Attualmente il presidente della fondazione è Nini Ardemagni Laurini. Il 12 aprile 2008 nella sala d’asta di Christie’s a Londra, l’opera dell’autore “Concetto spaziale. Attesa”, stimata tra i 3,5 e i 5,5 milioni di sterline, è stata aggiudicata nell’asta “Post-War and Contemporary Art” a 6.740.500 sterline, pari a 9.018.789 euro.

Fortunato D’Amico #curatore

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Fortunato D’Amico, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Fortunato D’Amico è da sempre interessato a navigare nella multidsciplinarietà e multiculturalità dei linguaggi, transitando dai territori dell’arte e del”architettura per coniugare, filosofia, scienza e sistemi di vita. Scrive saggi e cura la stesura di cataloghi pubblicati da diverse case editrici internazionali. Per la televisione ha prodotto talcune trasmissioni andate in onda sulle reti SKY, come l’Archibalena. E’ tra gli organizzatori del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura. Ha curato le ultime due edizioni del premio e della mostra Vergilius d’Oro di Mantova, evento dedicato alla multidisciplinarietà dell’architettura e dell’arte. Tra le manifestazioni realizzate di recente sono da ricordare: Urban Solutions, Milano, 2009; Arte in Luce, Torino, 2009; Laboratorio di Architettura, Milano 2010; Nino Mustica: Pittura solida, Pietrasanta 2010; Think Green, Milano, 2010; Chiara Dynys: Labirinti di memoria – Più luce su tutto, Roma 2010; Culture_Nature, Evento Collaterale della Biennale di Architettura di Venezia 2010. E’ stato tra i curatori di Arte Accessibile Milano 2011. Ha insegnato presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, condotto lezioni al Politecnico di Milano e nel 2011 ha realizzato un workshop all’Accademia di Brera.

Jean Pierre Landau #artista

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La pittura di Jean Pierre Landau, (pittore/psicanalista) trova le sue radici in un ambiente familiare fertile all’arte. Il padre, Sigmund Landau, contagia il figlio nella sua passione per la pittura. In essa Jean-Pierre ritrae spesso in figure le difficoltà espressive verbali. Il segno e la composizione arriva o supplisce là dove la parola non riesce a schematizzare e a trovare un suono: il pensiero non viene raccontato, ma « fotografato ». In questa ricerca la sua professione di psicoanalista lo ha portato a fondare, con sua moglie, Tamara il gruppo Mnemoart che raccoglie diversi artisti/psicoanalisti.

Giovanni Gaggia #artista

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Giovanni Gaggia nasce a Pergola (PU) nel 1977, dove attualmente vive e lavora. Nel 2008 fonda Sponge ArteContemporanea assumendone la direzione artistica. L’opera di Giovanni Gaggia è fondamentalmente ricerca d’equilibrio fra azione performativa e disegno. Sono questi i luoghi in cui la sua poetica, sempre e comunque aderente alla fisicità del corpo, è andata definendosi negli anni. In particolare essa si è concentrata sull’immagine del cuore; un cuore anatomico e carnale, protagonista di alcune azioni dal grande impatto emotivo alle quali è seguita una ricerca più delicata, seppur ugualmente potente, evidenziata dalla recente dedizione alricamo.

Identità, ritualità, sacrificio e condivisione sono gli elementi cardine delle performance, tutte caratterizzate da intense interazioni con l’altro. In esse le identità in gioco subiscono contaminazioni reciproche che rimandano a rituali sciamanici ed iniziatici dove a mutare è lo spirito più profondo dell’essere umano. Il contenuto delle azioni ed i richiami al sacrificio possono essere visti, quindi, come metafora di liberazione e come epifania dell’anima.

Tra le sue personali si ricordano:

2015 – intexěre tempus, a cura di Diego Sileo, lavatoio di Palazzo Lamperini/ galleria Rossmut, Roma. Inventarium, a cura di Serena Ribaudo, Canto217, Palazzi Costantino / Di Napoli, Palermo.

2014 – Centrum Naturae (doppia personale), a cura di Roberto Paci Dalò, Scalone Vanvitelliano / Chiesa della Maddalena, Pesaro. Et Curis (doppia personale), a cura di Loretta Di Tuccio, intervento critico Fabrizio Pizzuto, galleria Rossmut, Roma.

2013 – Sic Dulce Est, a cura di Cristina Petrelli, Palazzo di San Clemente / Archispazio, Firenze. 2012 – Where is your brother? (doppia personale) a cura di Davide Quadrio e Studio Rayuela (Flavia Fiocchi e Francesco Sala) SpongePill-Casa Déclic / Guastalla Pilates, Milano.

2011 – I need you a cura di Claudio Composti, Spazio NovaDea, Ascoli Piceno / Corpo fisico, corpo etereo (doppia personale), a cura di Roberta Ridolfi, Factory – Art gallery, Berlino – Germania.

2008 – Aforismi Simpatetici, a cura di Chiara Canali, Museo dei Bronzi Dorati, Pergola (PU) .

2007 – Di spirito e di Carne, testo critico di Roberta Ridolfi, Factory-Art gallery,Trieste.

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7 thoughts on “Artisti & Curatori

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